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Pesci di Lampara · quattro schede

Il mare che c’è nel gioco

Tre pesci da radunare e uno da cui stare alla larga. Sono specie vere dei nostri mari: qui trovi come riconoscerle e come si comporta ciascuna dentro Lampara.

Sagoma di un’acciuga: corpo sottile, muso sporgente, una sola pinna dorsale

Acciuga

detta anche alice · Engraulis encrasicolus

Come si riconosce

Corpo sottile e affusolato, quasi cilindrico. Il segno più sicuro è la testa: il muso sporge oltre la bocca, e la bocca è enorme, con il taglio che arriva ben dietro l’occhio. Dorso verde-azzurro, fianchi argentei, una sola pinna dorsale a metà schiena. È un pesce piccolo, lungo in genere una dozzina di centimetri.

Come vive

È il pesce azzurro per eccellenza: vive in branchi fitti, in acque libere, e si nutre di plancton. È da sempre una delle prede classiche della pesca con la lampara.

Nel gioco

È la specie più svelta e più sensibile alla luce: ti segue da lontano e tiene il passo. È il branco con cui cominci la partita, proprio perché è quello che perdona di più.

Sagoma di una sardina: corpo più alto dell’acciuga, bocca piccola, macchie lungo il fianco

Sardina

Sardina pilchardus

Come si riconosce

Più alta e più schiacciata sui fianchi dell’acciuga, con il ventre che forma una carena. La bocca è piccola e rivolta leggermente verso l’alto, senza il muso sporgente. L’opercolo, cioè la placca che copre le branchie, è segnato da sottili striature. Lungo il fianco corre spesso una fila di macchiette scure.

Come vive

Anche lei pesce azzurro di branco, spesso mescolata alle acciughe. Si muove in gruppi molto compatti, che cambiano direzione tutti insieme.

Nel gioco

Un po’ più lenta dell’acciuga e con una vista leggermente più corta: devi passarle più vicino per agganciarla, e accompagnarla con un filo di pazienza in più.

Sagoma di un sugarello: occhio grande, due pinne dorsali, linea laterale che fa una curva a metà corpo

Sugarello

detto anche suro · genere Trachurus

Come si riconosce

L’occhio è grande, il corpo robusto e la coda si stringe molto prima di aprirsi in una pinna forcuta. Ha due pinne dorsali, la prima corta e spinosa, la seconda lunga e bassa. Il dettaglio che lo tradisce è la linea laterale: è coperta da piccoli scudi ossei e a metà corpo scende con una curva netta. Sul bordo dell’opercolo c’è una macchia scura.

Come vive

Nuota in branchi a mezz’acqua e, crescendo, diventa un piccolo predatore. Da giovane lo si incontra spesso insieme al resto del pesce azzurro.

Nel gioco

È il più grosso e il più lento dei tre, e compare dopo i primi branchi. Con i sugarelli sotto la luce devi andare davvero piano: se acceleri, restano indietro al buio.

Sagoma di un barracuda: corpo molto allungato, mandibola sporgente, due pinne dorsali lontane tra loro

Barracuda

barracuda del Mediterraneo o luccio di mare · Sphyraena sphyraena

Come si riconosce

Lungo e sottile come una freccia. La testa è appuntita, con la mandibola che sporge oltre la mascella e denti ben visibili. Le due pinne dorsali sono piccole e molto distanti l’una dall’altra. Sul dorso porta una serie di fasce scure verticali.

Come vive

È un predatore di piccoli pesci di branco, veloce nello scatto. Non è raro che i predatori si avvicinino alle zone illuminate, dove il pesce piccolo si raduna.

Nel gioco

Non si pesca: è l’avversario. Prima di ogni attacco vedi la sua ombra affacciarsi dal bordo e una linea tratteggiata che segna la rotta. Poi scatta in linea retta, e tutti i pesci lungo il percorso scappano.

Che cos’è una lampara

La parola indica prima di tutto la grossa lampada che si accende sulla barca per pescare di notte. Per estensione si chiama lampara anche la barca che la porta, e la rete da circuizione che si usa insieme a lei. Il principio è semplice: nel buio il pesce azzurro viene attirato dalla luce, sale verso la superficie e si concentra; a quel punto la rete viene calata tutt’attorno e chiusa.

È una pesca tradizionale di molte marinerie del Sud Italia, Sicilia compresa: di notte, dalla riva, le luci delle barche al largo si riconoscono da lontano.

Perché nel gioco c’è la luna

Chi pesca con la luce preferisce da sempre le notti più scure: con la luna piena il mare è già rischiarato e una lampada, per quanto potente, risalta molto meno. Il gioco riprende questa idea in piccolo. Quando le nuvole si aprono, il cerchio della tua luce si restringe e i pesci la seguono con meno convinzione. Non è una punizione, è un cambio di ritmo: per qualche secondo conviene stare fermi o muoversi pochissimo.

Che cosa è vero e che cosa è gioco

Il comportamento dei branchi nel gioco è una simulazione semplice: ogni pesce cerca di restare vicino ai compagni, di andare nella loro stessa direzione e di non urtarli. Da tre regole così elementari nasce un movimento che ricorda quello di un branco vero, ma resta un modello fatto per divertire, non una ricostruzione scientifica.

Allo stesso modo sono inventati i numeri: quanti pesci entrano nella rete, quanto dura la paura, ogni quanto passa il barracuda. Le sagome di questa pagina sono disegni schematici, pensati per mettere in evidenza i tratti che distinguono una specie dall’altra, non per sostituire una guida di riconoscimento.