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Quattro schemi · sopra e sotto ben visibili

Nodi da pesca, spiegati un passo alla volta

Quattro nodi bastano per la maggior parte delle montature: uno per l’amo sul trecciato, uno per l’amo sul filo sottile, un fermo e un’asola. Qui li trovi disegnati gesto per gesto.

  • Palomar, schema: Il filo doppio forma un nodo semplice ancora largo; l’amo è appeso all’anello del nodo e l’asola esce in basso.lenza + capoasolaamo Nodo per amo, girella, artificiale · 4 passi

    Palomar

    Il più robusto tra i nodi semplici. Il filo passa doppio nell’occhiello: prima scelta con il trecciato.

    Apri lo schema: Palomar
  • Clinch migliorato, schema: Il capo torna verso l’amo passando sopra le spire e scende dentro il piccolo anello di filo vicino all’occhiello.lenzaasola grandecapoamo Nodo per ami piccoli e fili sottili · 5 passi

    Clinch migliorato

    Cinque giri attorno alla lenza e due passaggi del capo. Perfetto per ami piccoli e fili sottili.

    Apri lo schema: Clinch migliorato
  • Nodo a otto, schema: Il capo libero entra nell’occhiello passando sopra il primo filo e ne esce passando sotto la lenza: il filo disegna un otto.lenzacapo Nodo d’arresto · 4 passi

    Nodo a otto

    Il nodo d’arresto dei marinai: ferma perline e capi di lenza, e si scioglie senza fatica.

    Apri lo schema: Nodo a otto
  • Asola del chirurgo, schema: Il filo doppio forma un nodo semplice ancora largo; la piega esce in alto dall’occhiello.lenza + capopiega Asola fissa a fine lenza · 4 passi

    Asola del chirurgo

    Un anello fisso in dieci secondi, per collegare finali e terminali asola in asola.

    Apri lo schema: Asola del chirurgo

Quale nodo per quale filo

I tre fili più diffusi si comportano in modo diverso dentro un nodo. Il nylon è morbido ed elastico e perdona quasi tutto. Il fluorocarbon è più rigido e più duro in superficie: tiene, ma va bagnato e stretto con lentezza. Il trecciato non ha elasticità ed è liscio: i nodi che funzionano per attrito tra poche spire, su di lui, possono scorrere.

Indicazioni generali: prova sempre il nodo sul tuo filo
NodoServe perNylonFluorocarbonTrecciato
Palomaramo, girella, artificialesìsì, stringendo pianosì, è il più indicato
Clinch miglioratoami piccoli, fili sottilisì, è il suo filosì, su diametri sottili e medimeno affidabile
Nodo a ottofermo, arrestosìsìpuò scorrere: controllalo
Asola del chirurgoasola fissa per finalisìsìcon un terzo passaggio

Quattro regole che valgono per tutti i nodi

  1. Bagna prima di stringere. Un nodo che si chiude a secco genera attrito, l’attrito genera calore e il calore indebolisce il filo proprio nel punto che deve reggere. Basta un po’ d’acqua o di saliva.
  2. Stringi piano e in modo continuo. Uno strappo fa accavallare le spire. Un tiro lento le lascia assestare una accanto all’altra.
  3. Guarda il nodo. Un nodo riuscito è regolare: spire parallele, nessun filo che ne scavalca un altro, nessun tratto arricciato. Se è brutto, di solito è anche debole.
  4. Provalo prima che lo provi il pesce. Tira forte, con l’amo agganciato a qualcosa di solido e facendo attenzione alle dita. Se cede a casa, rifarlo costa trenta secondi.

C’è poi una quinta regola, meno tecnica: rifai il nodo ogni volta che il filo vicino all’amo appare ruvido, schiacciato o biancastro. Dopo qualche cattura o qualche incaglio quel tratto ha già lavorato parecchio.

Le parole usate negli schemi

Lenza
il filo che va verso la canna e il mulinello; negli schemi esce sempre dal bordo sinistro del disegno.
Capo libero
l’estremità corta del filo, quella con cui lavori e che alla fine tagli.
Occhiello
l’anellino dell’amo o della girella; ma anche qualsiasi anello che il filo forma su sé stesso.
Asola
un anello di filo chiuso da un nodo, oppure la piega che si ottiene doppiando il filo.
Spira
un giro completo del filo attorno a un altro filo.
Finale
lo spezzone di filo, di solito più sottile, che sta tra la lenza e l’amo.

Come leggere i disegni

Ogni schema mostra il nodo ancora largo, perché è così che si capisce da dove passa il filo. Dove due tratti si incontrano, quello disegnato intero passa sopra e quello interrotto passa sotto. Il filo piegato in due è disegnato come una doppia linea. Le frecce tratteggiate color corallo indicano il gesto da fare in quel passo. Nella pagina di ogni nodo puoi scorrere i passi con i pulsanti «Indietro» e «Avanti», oppure vederli tutti insieme.

L’ultimo disegno di ogni serie, quello del nodo stretto, è volutamente semplificato: un nodo chiuso è un grumo di spire in cui i passaggi non si distinguono più, e disegnarli uno per uno confonderebbe soltanto.

Se ti va di allenare l’occhio a sopra, sotto e incroci in un altro modo, c’è Nodo Cieco: non insegna a legare, ma a vedere dove un filo ne scavalca un altro sì.