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Nodo d’arresto · 4 passi

Nodo a otto

Il nodo a otto è un ingrossamento messo apposta sul filo: impedisce che qualcosa scorra oltre. Prende il nome dalla forma, un 8 coricato, ed è il nodo d’arresto più usato in mare, sulle cime delle barche come sulle lenze.

Passi
4
Difficoltà
molto bassa
Tipo
nodo d’arresto
Ideale su
nylon, cordini

Come si fa

Schema
  1. Passo 1: Il filo forma un occhiello: il capo libero scende passando sopra la lenza.lenzacapoocchiello

    Forma un occhiello

    Tieni la lenza con una mano. Con l’altra piega il capo libero su sé stesso e fallo passare sopra la lenza: hai formato un occhiello chiuso da un incrocio.

  2. Passo 2: Il capo libero passa sotto la lenza e risale dal lato dell’occhiello.lenzacapo

    Gira dietro la lenza

    Porta il capo dietro la lenza, facendogli fare mezzo giro attorno. Ora il capo si trova di nuovo dal lato dell’occhiello. Qui sta la differenza dal nodo semplice, dove il capo entrerebbe subito nell’occhiello.

  3. Passo 3: Il capo libero entra nell’occhiello passando sopra il primo filo e ne esce passando sotto la lenza: il filo disegna un otto.lenzacapo

    Entra nell’occhiello dal davanti

    Infila il capo nell’occhiello entrando dal lato da cui lo guardi e facendolo uscire dietro. Se hai fatto tutto bene, il filo disegna un 8: due anelli, uno accanto all’altro, con un incrocio in mezzo.

  4. Passo 4: Lo stesso otto, più piccolo e raccolto: due frecce indicano di tirare la lenza e il capo in direzioni opposte.tiratira

    Stringi tirando i due capi

    Bagna il filo e tira da una parte la lenza e dall’altra il capo libero. Accompagna il nodo con le dita perché i due anelli si chiudano insieme. Se è un fermo di estremità, lascia almeno mezzo centimetro di capo.

Nei disegni la lenza è turchese, l’amo grigio, le frecce corallo indicano il gesto. Dove due fili si incontrano, quello interrotto passa sotto. Gli schemi dei nodi già stretti sono semplificati.

A cosa serve

In pesca lo usi ogni volta che ti serve un fermo: per bloccare una perlina, per evitare che il capo della lenza sfugga da un passante, per dare al filo un punto di presa. Rispetto al nodo semplice, quello che viene istintivo a tutti, ha un vantaggio netto: è più voluminoso e, dopo aver lavorato sotto carico, si scioglie molto più facilmente.

C’è poi una variante da conoscere. Se fai lo stesso identico percorso con il filo piegato in due, ottieni un’asola a otto: un anello fisso all’estremità della lenza. È una delle asole più semplici da fare, anche se per i terminali da pesca molti preferiscono l’asola del chirurgo, che resta più compatta.

Su quale filo tiene

Nodo a otto: comportamento sui tre tipi di filo
FiloCome si comporta
NylonTiene bene e resta facile da sciogliere. È la scelta naturale per questo nodo.
FluorocarbonSi comporta come il nylon; essendo più rigido, il nodo va accompagnato con le dita mentre si chiude.
TrecciatoSui trecciati sottili e lisci un otto è piccolo e può scorrere sotto carico. Come semplice fermo va bene, ma controllalo spesso.

Errori tipici

  • Saltare il mezzo giroSe infili il capo nell’occhiello senza prima girare dietro la lenza, hai fatto un nodo semplice: più piccolo e molto più ostico da sciogliere.
  • Entrare dal lato sbagliatoSe il capo entra nell’occhiello da dietro, il filo non disegna un 8 e, tirando, il nodo si disfa o si trasforma in un nodo semplice.
  • Capo troppo cortoUn fermo lavora spingendo contro qualcosa: senza un po’ di capo oltre il nodo, alla prima trazione può aprirsi.
  • Stringere un solo anelloSe tiri solo la lenza, un anello si chiude e l’altro resta largo: il nodo viene storto e più debole.

Il controllo finale

Per riconoscerlo a colpo d’occhio, guarda il nodo chiuso: da un lato deve mostrare due fili paralleli che abbracciano la lenza, dall’altro un incrocio a X. Per scioglierlo, spingi i due anelli uno verso l’altro piegando il nodo: cede anche dopo una giornata di lavoro.