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Nodo per amo, girella, artificiale · 4 passi

Palomar

Il Palomar è il nodo che si impara per primo e si dimentica per ultimo: quattro gesti, nessun giro da contare e una tenuta che lo ha reso lo standard per legare ami, girelle e artificiali, soprattutto con il trecciato.

Passi
4
Difficoltà
bassa
Filo consumato
circa 30 cm
Ideale su
trecciato, nylon

Come si fa

Schema
  1. Passo 1: La lenza piegata in due passa dentro l’occhiello dell’amo; a destra sporge l’asola.lenza + capoasolaamo

    Piega la lenza e infilala doppia

    Piega in due gli ultimi 15 cm di lenza, in modo da avere un’asola. Fai passare l’asola nell’occhiello dell’amo e tirane fuori qualche centimetro. Se l’occhiello è stretto, schiaccia la piega tra le dita per farla entrare.

  2. Passo 2: Il filo doppio forma un nodo semplice ancora largo; l’amo è appeso all’anello del nodo e l’asola esce in basso.lenza + capoasolaamo

    Fai un nodo semplice con il filo doppio

    Con il filo doppio fai un normale nodo semplice, come il primo gesto di quando allacci una scarpa, e lascialo largo. L’amo resta appeso in fondo all’anello del nodo. Non stringere ancora: i due fili devono correre affiancati, senza accavallarsi.

  3. Passo 3: Stesso nodo largo: una freccia mostra l’asola che gira attorno all’amo e lo scavalca.asolalenza + capo

    Passa l’asola sopra l’amo

    Prendi l’asola e falla passare sopra tutto l’amo, dalla punta fino all’occhiello, come se lo infilassi in un cappio. Poi lasciala risalire: deve fermarsi sulla lenza, sopra l’occhiello, non restare agganciata al gambo.

  4. Passo 4: Nodo chiuso contro l’occhiello dell’amo: le frecce indicano di tirare la lenza mentre si trattiene l’amo; il capo libero è corto.capo: 2–3 mmtiratieni

    Bagna, stringi, taglia

    Inumidisci il nodo con un po’ d’acqua o di saliva. Tieni l’amo con una mano e con l’altra tira insieme lenza e capo libero, in modo lento e continuo, finché il nodo si chiude contro l’occhiello. Taglia il capo lasciando 2–3 mm.

Nei disegni la lenza è turchese, l’amo grigio, le frecce corallo indicano il gesto. Dove due fili si incontrano, quello interrotto passa sotto. Gli schemi dei nodi già stretti sono semplificati.

A cosa serve

Serve a fissare alla lenza qualsiasi cosa abbia un occhiello: un amo, una girella, un moschettone, un piccolo artificiale. La sua forza sta in un dettaglio semplice: il filo attraversa l’occhiello due volte, quindi il carico si divide su due fili invece di gravare su uno solo. È anche un nodo simmetrico, e per questo è difficile sbagliarlo senza accorgersene: se qualcosa è storto, si vede subito.

Il rovescio della medaglia è pratico. Devi far passare un’asola intera sopra quello che stai legando, e con un artificiale lungo o armato di ancorette il gesto diventa scomodo. In più il filo va piegato in due per infilarlo nell’occhiello: sugli ami molto piccoli, con occhiello stretto, il doppio filo può non passare. In quei casi è più comodo il Clinch migliorato.

Su quale filo tiene

Palomar: comportamento sui tre tipi di filo
FiloCome si comporta
TrecciatoÈ il suo terreno. Le fibre lisce del trecciato tendono a scorrere dentro molti nodi; qui il doppio passaggio nell’occhiello e la chiusura a cappio le bloccano bene.
NylonTiene senza problemi sui diametri di uso comune. Bagnalo prima di stringere: il nylon soffre il calore da attrito.
FluorocarbonFunziona, ma è un filo più rigido: stringi piano e controlla che le spire si assestino. Sui diametri grossi il nodo fatica a chiudersi in modo pulito.

Errori tipici

  • I fili si accavallanoSe dentro il nodo i due fili si incrociano invece di restare paralleli, sotto carico uno taglia l’altro. Prima di stringere, sistemali con le dita.
  • Asola troppo cortaSe pieghi poco filo, l’asola non riesce a superare l’amo e devi ricominciare. Quindici centimetri bastano per un amo; per un artificiale lungo, abbonda.
  • Nodo stretto a seccoL’attrito scalda il filo e lo indebolisce proprio nel punto che deve reggere. Bagnare costa un secondo.
  • Asola rimasta sul gamboSe l’asola si chiude attorno al gambo dell’amo e non sulla lenza, il nodo lavora storto. Accompagnala con un dito sopra l’occhiello mentre stringi.
  • Capo tagliato a filoUn nodo si assesta ancora un poco al primo strappo: senza quei 2–3 mm di margine può sfilarsi.

Il controllo finale

Per controllarlo, tira con decisione tenendo l’amo con una pinza o agganciandolo a qualcosa di solido: un Palomar fatto bene non si muove e mostra due fili paralleli che entrano nell’occhiello. Se vedi una spira che cavalca l’altra, taglia e rifai: sono trenta secondi spesi bene.